
La Notte
I lampioni di una metropoli senza nome sono i riflettori che puntano sulle maschere dell’assurdo: un asiatico che spaccia, un asceta metropolitano, un indiano suicida… La musica che fa danzare i personaggi è la voglia di uscire dalla melma di un gioco che non sa nemmeno definirsi, un fare qualcosa che nessuno ti spiega e che sale dallo stomaco senza sapersi esprimere. La notte è una fossa o è un trampolino verso il cielo.
Le feste, i bar, le urla solitarie sono i passi che dettano le birre calde e le droghe leggere mentre si cerca, in un modo anche un po’ disperato, di ottenere quel qualcosa: smettere di far passare ogni notte come un semplice timbro di cartellino.
Note d'autore
Iniziato a 18 anni. Finito forse mai. Vorrei poter dire che La Notte racconta di fatti veri. Per certi versi è la verità.